allergie

Allergie

Con l’arrivo della primavera cominciano i primi sintomi allergici.
Le cause principali delle allergie primaverili sono maggiormente i pollini e le muffe.

I pollini sono le particelle emesse dai fiori con la funzione di permettere la riproduzione di alberi e piante e quindi durante il periodo primaverile vengono rilasciati in grandi quantità nell’aria per essere trasportati lontano dal vento.
I più rappresentati a livello nazionale sono quelli appartenenti alle Graminacee (ad esempio Avena, Segale, Mais, ma anche altre erbe spontanee) e alle Urticacee.

In più l‘inquinamento, che dispone le vie respiratorie ad uno stato irritativo perenne, può sbilanciare ulteriormente questo equilibrio già assai precario.

Le reazioni allergiche possono essere in molti casi violente ed interessano principalmente gli occhi,con arrossamento, prurito, lacrimazione e fotofobia, e l’apparato respiratorio con sintomi quali starnuti consecutivi, broncospasmo, rinorrea (naso che cola), ostruzione nasale e prurito delle mucose quali palato, gola e naso.

Le muffe, che proliferano quando il clima è caldo-umido, sono responsabili dei sintomi clinici attraverso le proprie spore.

Per concludere può essere utile ricordare alcune regole comportamentali da seguire nei periodi critici:

  • evitare di effettuare attività fisica all’aria aperta
  • evitare luoghi ove si va a trascorrere i week-end o le vacanze notoriamente ad alta concentrazione di pollini
  • viaggiare coi finestrini dell’auto chiusi
  • soggiornare per quanto possibile in ambienti dotati di aria condizionata munita di sistemi di filtraggio
  • evitare di passeggiare in luoghi in cui l’erba sia stata tagliata di fresco.

Per quanto riguarda le terapie è possibile ridurre i sintomi attraverso l’utilizzo di farmaci sintomatici quali cortisonici, broncodilatatori, antistaminici e, contemporaneamente, sotto il controllo del proprio medico curante affrontare la patologia allergica ricorrendo al vaccino, trattamento in grado di modificare la risposta all’allergia a lungo termine.

Dr. Paolo Battirossi